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Bonus Acqua Potabile, per quali interventi e come richiederlo

Ecco tutte le regole per usufruire del Bonus Acqua Potabile 2021: cos’è, per quali interventi vale, chi può usufruirne e come richiederlo

Di
Redazione Tecnica

18 giugno 2021© RIPRODUZIONE RISERVATA

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bonus acqua potabile 2021

Come sappiamo, il 2021 ha visto l’introduzione di due bonus relativi all’acqua e al suo consumo: il Bonus Idrico da 1000 euro per sostituire i sanitari con nuovi apparecchi a scarico ridotto e la rubinetteria, e il Bonus Acqua Potabile, un credito d’imposta per l’acquisto e l’installazione di sistemi per migliorare la qualità dell’acqua da bere, in casa o nella propria azienda.

Mentre ancora si attendono le ultime specifiche sul Bonus Idrico (>> qui trovi tutto quello che sappiamo finora), dall’Agenzia delle Entrate sono finalmente arrivate tutte le regole sul Bonus Acqua Potabile, che approfondiamo quindi in questo articolo.

Bonus Acqua Potabile 2021, indice:

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Bonus Acqua Potabile, per quali interventi

Il Bonus Acqua Potabile è stato introdotto per razionalizzare l’uso dell’acqua e allo stesso tempo ridurre il consumo di bottiglie e contenitori di plastica. Prevede un credito d’imposta del 50% delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 per l’acquisto e l’installazione di sistemi di:

  • Filtraggio;
  • Mineralizzazione;
  • Raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare E290

finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti. Per questo il bonus è stato anche soprannominato Bonus Depuratori Acqua e Bonus Filtri e Depuratori Acqua.

Bonus Acqua Potabile, chi può beneficiarne

Possono beneficiare del Bonus Acqua Potabile 2021:

  • le persone fisiche;
  • i soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni;
  • gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Il credito d’imposta spetta ai soggetti che sostengono le spese su immobili posseduti o detenuti in base a un titolo idoneo.

Bonus Acqua Potabile, limiti di spesa e metodi di pagamento

L’importo massimo delle spese su cui calcolare l’agevolazione del 50% è fissato a:

  • 1000 euro per ciascun immobile, per le persone fisiche
  • 5000 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali.

Queste spese dovranno risultare sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 e riguardare acquisto e installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica.

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L’importo delle spese sostenute deve essere documentato da una fattura elettronica o da un documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale del soggetto che andrà a richiedere il credito. Per i privati e in generale i soggetti diversi da quelli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, il pagamento va quindi effettuato con versamento bancario o postale o con altri sistemi di pagamento tracciabili, diversi dai contanti.

In ogni caso, per le spese sostenute prima della pubblicazione del Provvedimento di Entrate (quindi prima del 16 giugno 2021) sono accettati i pagamenti in qualunque modo avvenuti ed è possibile integrare la fattura o il documento commerciale attestante la spesa annotando sui documenti il codice fiscale del soggetto richiedente il credito.

Bonus Acqua Potabile, come richiederlo

L’ammontare delle spese agevolabili con il Bonus Acqua Potabile va comunicato all’Agenzia delle Entrate tra il 1° febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese. Occorrerà inviare il modello apposito (>> scaricalo qui, qui trovi anche le istruzioni di compilazione) tramite il servizio web disponibile nell’area riservata o tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Dopodiché, il bonus potrà essere utilizzato in compensazione tramite F24, oppure, per le persone fisiche non esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo, anche nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno della spesa e in quelle degli anni successivi fino al completo utilizzo del bonus.

Di cristian

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